FontanaArte

FontanaArte al Light+Building

Durante Light + Building a Francoforte, FontanaArte presenta le ultime novità della collezione, completando il percorso creativo lanciato nel 2017.

Le idee e le soluzioni progettuali vengono sviluppate attingendo al DNA di FontanaArte, che da 85 anni produce prodotti di illuminazione senza tempo, immune da oscillazioni estetiche transitorie. La tradizione della ricerca, l’eccellenza manifatturiera e l’uso di metalli preziosi e vetro sono sempre stati, e rimangono oggi più che mai, il cuore della produzione di FontanaArte.

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Setareh, di Francesco Librizzi, ‘l’architetto gentleman’, è una mini-collezione, o meglio una suite di lampade da tavolo e lampade sospese che possono essere configurate in modi diversi, creando elegantemente lo spazio con la luce. Quest’anno Setareh assume nuove dimensioni: allungate, con due o tre elementi sferici che lavorano separatamente o insieme. La sua vocazione è l’illuminazione di ampi spazi, con soffitti a doppia altezza o comunque abbastanza ampi da contenere ampie composizioni di più elementi. Un firmamento di Setareh, ‘stella’ nell’antica lingua Farsi.

FontanaArteEquatore, di Gabriele e Oscar Buratti, l’architetto fratelli di Milano, nelle due combinazioni cromatiche di rosa / rame e nero fumé / nero, archetipo del tradizionale abat-jour, ha una tonalità di vetro che è illuminata da un disco centrale. Equatore ora assume nuove dimensioni di grandi dimensioni nella versione appesa, con un diametro di 48 cm, unendo i precedenti modelli di 24 e 36. Lo spazio che serve va dal domestico al pubblico, dal salotto al grande salone. Nuove soluzioni, ma con la stessa luce aperta e inclusiva.

FontanaArteGalerie di Federico Peri, brillante giovane talento della maison, è una capsule collection di oggetti sofisticati in cui materiali diversi e preziosi convivono armoniosamente: il classicismo del marmo, la profondità del vetro e la sensualità della pelle sono bilanciati per creare un one-of-a -individua l’oggetto, lussuoso e in transizione da una generazione all’altra. L’ultima novità: una versione a sospensione con quattro lampade: luce intensamente calda sulle pareti, una luce più bianca verso il basso grazie al vetro bicolore, bianco acidato all’esterno, ambra all’interno.

FontanaArteIO +, progenie della lampada da parete IO progettata nel 2015 da Claesson Koivisto Rune, architetti che esprimono il gusto contemporaneo del nord Europa mentre abbracciano la sensibilità e lo stile di vita italiani. La nuova capsule collection di lampade da parete, da tavolo e da lettura ha una sorgente luminosa ridisegnata per essere più eclettica e flessibile. Oggetti estremamente funzionali, grazie all’orientabilità della luce, e scenografici grazie alle nuove finiture, come metallo specchiato e brunito.

Nel corso degli anni, il catalogo di FontanaArte ha presentato i prodotti dei designer di cultura e abilità senza pari. Le visioni espresse durante le direttrici artistiche di Gio Ponti e Pietro Chiesa, di Max Ingrand e Gae Aulenti, sono dovute ai contributi di molti designer, interpreti del proprio tempo, le cui creazioni costituiscono gli oltre 80 anni di storia di FontanaArte: Bilia di Gio Ponti (1932), Naska (1933) con finitura oro, Fontana di Max Ingrand (1954), Uovo (1972), Nobi di Metis Lighting (1992), ora a LED; Luminator di Pietro Chiesa (1932) in versione bianca e blu, Giova di Gae Aulenti con una nuova base in oro per armonizzarsi con il vetro grigio pulegoso della tradizione muranese. Sono le stelle eterne di FontanaArte, entrambe italiane e internazionali, ammirate e invidiate, leggende immortali del secolo scorso e del nuovo millennio, le luci glamour del grande teatro di alto design.

La nuova direzione artistica di Francesco Librizzi è impegnata a reinventare FontanaArte in dialogo con i maestri e le tradizioni del raffinato design italiano, lavorando sulla soglia tra il contemporaneo e lo storico, tra innovazione tecnologica e chiarezza espressiva, “per indagare le possibilità di un tempo senza tempo bellezza “, compreso lo spazio progettato per Light + Building. Essenziale e sorprendente.