L’applique da parete: un’alternativa al lampadario

Non più solo lampadari posizionati in mezzo alla stanza che scendono dal soffitto. Nei vari ambienti della casa l’illuminazione può essere scelta anche a parete. Le appliques – o lampade a parete – diventano ideali soprattutto per creare luce soffusa e un’atmosfera soft. Ma possono anche essere scelte con fascio di luce diretta, perfetta per un angolo lettura o una zona studio. In ogni caso le forme e il design dei modelli moderni le trasformano in veri e propri pezzi d’arredamento.

Il marchio Prandina ha recentemente presentato Lembo (design Kristian Petterson). Una nuova famiglia di lampade a parete dall’impostazione architetturale, per luce verso l’alto oppure radente (washlight).

Un oggetto illuminante con forte impatto estetico, caratterizzato da una curva tesa ad annullarne uno degli spigoli.
La dimensione iniziale per sorgente alogena a tensione di rete R7s, fluorescente FSMH o LED (wallwasher) è affiancata dalla versione maggiore solo per sorgente fluorescente compatta in entrambe le tipologie d’impiego (FSD / 2G11 anche con equipaggiamento dimmerabile).

Lembo W, in particolare, presenta un guscio stampato in termoplastico a iniezione, verniciato in bianco opaco o lucido, con riflettore interno in alluminio e supporto a muro in metallo.

Un foglio di carta arrotolato. È questa l’impressione che si ha vedendo Mozart di Solzi Luce, una lampada da parete realizzata con una sottile lastra di metallo, quasi della stessa consistenza di uno spartito, dicono dall’azienda.
Un delicato tocco di luce entra nella sua struttura e accentua l’eleganza della voluta che la distingue.

Per la fonte luminosa di Mozart – creata dal designer Maurizio Ferrari – sono stati utilizzati led di ultima generazione con elevata efficienza.

Un metro quadrato di superficie dove la luce scorre fluida su fili trasparenti che attraverso un riflettore a specchio materializza un effetto luminoso volumetrico e controllato.
È Altrove di Artemide, lampada a parete che produce un metro cubo di luce nel quale ci si riflette all’infinito modulando liberamente più di un milione di effetti cromatici.

Lo spazio non è più uno, ma diventa percezione illusoria della realtà che porta verso un nuovo luogo, altrove appunto.

Sono disponibili tre versioni caratterizzate da tre tipi di luce: una di apertura con riflettore superiore a specchio, una volumetrica con riflettore superiore a segmenti ottici e una fluida senza riflettere ma con diffusori laterali e frontali (tratto dal sito lavorincasa, nella foto la “Lembo” di Prandina)

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